Norme per i collaboratori

·      Gli articoli e i saggi si pubblicano senza note. Alla fine del testo si può inserire una bibliografia di riferimento redatta secondo le norme qui esposte. La bibliografia deve contenere cognome per esteso in maiuscolo e iniziale puntata del nome dell’autore in carattere tondo, anno di edizione (se non c’è scrivere s.d.), titolo dell’opera in corsivo, luogo di edizione in lingua originale (se non c’è scrivere s.l.), editore (se nel libro non c’è omettere qualsiasi sigla), eventuale indicazione di traduzione italiana, come nell’esempio seguente: 

  

PRINCIPE, I. 1980, La Certosa di S. Stefano del Bosco a Serra S. Bruno. Fonti e documenti per la storia di un territorio calabrese, Chiaravalle C.le, Frama Sud.

 

·      Le opere collettive si riportano sotto il nome del curatore seguito dalla dicitura ®  a cura di. Non bisogna usare la sigla AA.VV. Nel caso di opere con più di due autori e nessun curatore si riporta solo il nome del primo autore seguito da ®  et al. Per le opere anonime si riporta soltanto il titolo dell’opera in corsivo seguito dall’anno di edizione in tondo, dalla topica e dall’editore.

·      I titoli degli articoli e dei saggi pubblicati in riviste vanno indicati in corsivo, il nome della rivista si pone tra virgolette alte. Tra il titolo dell’articolo e la sede della sua pubblicazione (anche nel caso di Atti di convegni ed Enciclopedie) porre la dicitura ®  in (preceduta dalla virgola). Riportare anche i seguenti altri dati attinenti alle riviste: volume e numero del fascicolo (con eventuale indicazione di Nuova Serie), mese e anno, pagine in cui appare l’articolo.

·      I titoli degli Atti dei convegni e delle Enciclopedie vanno posti in corsivo.

·      Le collane di testi cristiani e le opere di consultazione devono essere riportate secondo le abbreviazioni in uso e impiegando il corsivo. Ad esempio: BS (= Bibliotheca Sanctorum), DIP (= Dizionario degli Istituti di Perfezione), PL (= Patrologia Latina).

·      L’ordine di successione della bibliografia è alfabetico per autore. Nel caso di autori di cui si riporta più di un’opera i titoli di tali autori devono essere ordinati secondo la successione cronologica. Se ricorrono due opere di un medesimo autore uscite nello stesso anno tali opere vengono disposte secondo l’ordine alfabetico del titolo, senza tener conto della presenza di articoli determinativi o indeterminativi, affiancando all’anno di pubblicazione della prima la lettera a (es: 1997a) e all’anno di pubblicazione della seconda la lettera b (es: 1997b).

·      Quando i testi inseriti in bibliografia fanno parte di fondi archivistici si fa precedere la bibliografia stessa da un elenco delle sigle e dall’indicazione per esteso della denominazione dell’archivio. Esempio: ASN    Archivio di Stato di Napoli.

·      Nel testo:

Þ  Le parole straniere in corsivo.

Þ  Le citazioni testuali tra virgolette basse.

Þ  Espressioni, modi di dire, ecc. tra virgolette alte.

Þ  Le citazioni più lunghe in corpo ridotto e con un piccolo rientro nel margine sinistro.

Þ  I riferimenti alle bibliografia e le citazioni testuali devono essere predisposti con l’indicazione tra parentesi tonda del cognome in minuscolo dell’autore, dell’anno di edizione del testo citato, dell’eventuale numero di pagina preceduto dai due punti. Esempio: (Principe 1998: 92-93). L’indicazione di Ibidem si abbrevia in Ibid.

Þ  Per i santi si usa: San (quando il nome comincia con consonante), S. (quando comincia con vocale, “s” impura, ecc.), Santa.

 

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