L'ultima sala del Museo è dedicata, oltre alla documentazione delle Certose nel mondo, alla biblioteca. La lettura è una delle principali attività del monaco, perché essa alimenta la fede e favorisce la preghiera. Il valore che i monaci attribuiscono ai libri si nota dalla cura con cui li custodiscono. Inoltre, da sempre copista, il monaco è stato anche decoratore o rilegatore di libri. Infatti, già dalle prime Consuetudini certosine di Guigo I, composte intorno al 1127/28, si raccomandavano ai monaci queste attività poiché "non potendo predicare la Parola di Dio con le labbra, noi la predichiamo con le mani". I certosini, appena inventata la stampa, divennero stampatori e diversi monaci si distinsero, oltre che come tipografi, editori e traduttori, anche come scrittori. Tra gli autori certosini si segnalano, tra gli altri, Guigo II, Ludolfo di Sassonia, Dionigi il Certosino, Lanspergio, fino ai più recenti Francesco di Sales Pollien, morto nella Certosa di Serra San Bruno nel 1936, e Agostino Guillerand.