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REPERTORIO ICONOGRAFICO
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13. La cappella priorale della Real Certosa di Calabria Incisione, cm. 24,2 x 14,3 in “Poliorama Pittoresco”, anno XVII, n. 43, 1856-1857 BCS
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| l 30 maggio 1857 le reliquie di San Bruno racchiuse nel busto reliquiario argenteo e conservate dopo il terremoto del 1783 nella chiesa Matrice di Serra, facevano ritorno nella Certosa ripristinata per essere sistemate nella cappella dell’antico quarto priorale (di cui l’illustrazione riproduce l’altare in marmi policromi), dove rimasero sino agli inizi del XX secolo, quando, in seguito alla conclusione dei lavori di ricostruzione del monastero, furono spostate sull’altare della chiesa conventuale. L’altare viene così descritto dal sacerdote Bruno M. Tedeschi, testimone di quegli avvenimenti e autore del breve articolo – da cui è tratta la citazione – pubblicato nel “Poliorama” insieme con l’illustrazione (Tedeschi 1856-1857 b): “La cappella ha due piani soprapposti di marmo bianco, con intarsiature di marmi a diversi colori. La parte inferiore rappresenta l’altare, la di cui mensa è sostenuta da due graziosi angioletti ad alto rilievo dolcemente poggiati sui fogliami che circondano gli ornati del rosone di mezzo. Sopra una doppia serie di gradini aventi nel centro il tabernacolo pel SS., s’eleva la parte superiore, bella pel suo disegno e pei fregi eseguiti con eleganza e precisione di lavorio, e sormontata da un gruppo di serafini e dall’emblema o monogramma della Certosa. Nella nicchia che si vede in fondo giace l’urna delle reliquie di S. Brunone contenute in una cassa di piombo, e sopra la cassa il simulacro argenteo del Santo, nella cui testa evvi racchiuso il cranio” (Tonino Ceravolo). |