L'iconografia

di San Bruno

A partire dal XVI secolo la vita di San Bruno è stata rappresentata in alcuni cicli iconografici a stampa, nei quali importanti artisti  o anonimi incisori hanno presentato scene ed episodi riguardanti il santo, molti dei quali di evidente origine leggendaria. Il primo ciclo si trova in una tavola in nove scene di Urs Graf, intitolata "Origo Ordinis Cartusiensis" ed  inserita nell'edizione degli Statuti certosini pubblicata a Basilea presso l'editore Amorbach nel 1510. 

Pochi anni dopo, nel 1524, nell'edizione parigina delle opere di San Bruno (stampatore Jodocus Badius Ascensius) venne inserito un nuovo ciclo iconografico in cui, per la prima volta, si trovano raffigurate due scene (l'incontro con il conte Ruggero e la morte del santo) relative alla permanenza  in Calabria del fondatore dei certosini.

Molto famosa è una terza suite (1620-21)- disegnata da Giovanni Lanfranco e incisa da Theodor Kruger - che conobbe tre edizioni, compresa la reimpressione fatta per il suo inserimento nella monumentale Storia critico-cronologica diplomatica del patriarca S. Brunone (Napoli, Vincenzo Orsino, 1773-1779) del certosino calabrese Dom Benedetto Tromby.

L'ultimo ciclo, tratto da pitture di Eustache Le Sueur per la Certosa di Parigi, conobbe diverse edizioni, tra le quali una con le gravures di F. Chauveau. Quella qui presentata venne nuovamente incisa da Georges Malbeste e pubblicata nel 1825, con l'aggiunta di nuove incisioni rispetto all'edizione di Chauveau.

Statuta Ordinis Cartusiensis, 1510.

San Bruno, Opera & Vita, 1524.  

Lanfranco-Krüger, Vita S. Brunonis, 1620-1621.

Le Sueur, Vie de Saint Bruno, 1825.