Edizioni delle opere complete di San Bruno (Tonino Ceravolo)

 

BRUNONIS, Carthusianorum

Patriarchae

1524

Opera & Vita post indicem serie literaria indicanda, Paris, Venundantur Jodoco Badio Ascensio sub gratia & privilegio post vitam explicandis, p.[8], DXX, [ill.].

 

È la prima edizione a stampa delle opere attribuite a San Bruno. Oltre ad esse, il testo contiene la Vita di San Bruno di Dom Francesco Du Puy - scritta, in realtà, nel 1515 - e il poema De origine sacri carthusiensis ordinis di Don Benedetto Zaccaria Ferreri, una composizione di particolare importanza perché riporta alcuni dei principali motivi agiografici associati al fondatore dei certosini. Da segnalare la presenza di sei xilografie, di grande interesse storico e iconografico. La tav. 1 raffigura i funerali del teologo Raymond Diocrès. La tav. 2 San Bruno che esorta i suoi discepoli e il gruppo dei primi certosini in viaggio verso Grenoble, con le sette stelle in cielo a fare da guida. La tav. 3 il sogno del santo vescovo Ugo e l’incontro con Bruno e i suoi compagni. La tav. 4 il viaggio del gruppo verso il deserto di Certosa, luogo della primitiva fondazione. La tav. 5 l’edificazione del primo monastero e l’arrivo del messo papale, inviato da papa Urbano II per convocare Bruno a Roma presso la curia pontificia. La tav. 6 l’episodio dei cani del Conte Ruggero il Normanno - che scoprono San Bruno, dopo il suo arrivo in Calabria, in preghiera tra i boschi delle Serre - e la scena della morte del santo tra i suoi confratelli calabresi. Queste due ultime scene rappresentano la prima rappresentazione iconografica di episodi relativi al periodo del soggiorno in Calabria di San Bruno.

 

BRUNONIS, Carthusianorum

Patriarchae

1611

Opera Omnia S. Brunonis carthusianorum patriarchae praestantissimi, ac teologi parisiensis eruditissimi, studio p. Theodori Petrei, Coloniae, Apud Bernardum Gualtheri, 3 tomi, p. [24], 592; [4], 416; [4], 157, [7], [ill.].

 

Seconda edizione delle opere di San Bruno, a cura di Theodor Petreio, nella quale è inserita pure la Vita Sancti Brunonis di Lorenzo Surio. Si segnala il ricco frontespizio figurato con una tavola in dieci scene, disposte lungo la cornice della tavola stessa, che rappresenta i principali episodi - leggendari e storici - della vita del santo, alcuni dei quali riferiti al decennio trascorso da San Bruno in Calabria. Da notare, nell’ultima vignetta della cornice, l’episodio della fonte d’acqua, scaturita dal sepolcro calabrese di Bruno. Di particolare rilievo è la figura del santo che si staglia al centro della parte apicale della pagina. Qui San Bruno viene rappresentato in base ad alcuni dei suoi attributi agiografici più noti: il libro aperto nella mano sinistra, il ramoscello d’ulivo nella destra, il versetto dei Salmi - Ego sicut uliva fructifera in domo dei - posto in un cartiglio che circonda l’immagine del santo.

 

 

MIGNE, J. P. (a cura di)

1853

S. Brunonis carthusianorum institutoris [...], Opera Omnia in PL [Patrologia series Latina]152, t. I, coll. 1424.

 

Fondamentale raccolta che contiene, oltre a documenti essenziali per tracciare un adeguato profilo di San Bruno - quali il testo delle due Lettere, dell’Epistola Encyclica (coll. 553-554) e dei Titoli funebri (coll. 555-606) - le compilazioni agiografiche che vennero a disegnare il ritratto del santo, diffondendo, non sempre col dovuto rispetto della verità storica, alcune delle più note leggende collegate al fondatore dei certosini. È il caso della Vita Antiquior (coll. 481-492), nella quale il ruolo della Certosa calabrese è appena accennato; della cosiddetta Vita Altera (coll. 491-526), composta da Dom Francesco Du Puy e qui pubblicata sulla base dell’edizione di Basilea del 1515; della Vita Tertia (coll. 525-551), già inserita da Lorenzo Surio nella De probatis sanctorum historiis (Colonia, Calenium et haeredes Quentelios, t. V, 1574, pp. 588-606). In queste due ultime vite, in particolare, il ruolo della Certosa serrese è chiaramente delineato e si riportano pure quei topoi agiografici - l’episodio dei cani di Ruggero che scoprono San Bruno in preghiera o quello dei “congiurati” di Capua - che l’ambiente calabrese assocerà a San Bruno. Nel Supplemento (col. 605 sgg.) vengono ricostruite le fasi che, a partire dagli inizi del XVI secolo, condurranno San Bruno alla gloria degli altari e sono inserite le narrazioni riguardanti i miracoli calabresi compiuti dal santo post-mortem tra Cinquecento e Settecento. L’impostazione ricalca quella presente negli Acta Sanctorum, Oct. III (1770) dei Bollandisti sotto il titolo De S. Brunone Confessore Ordinis Carthusianorum fundatore

 

BRUNONIS,

Carthusianorum

Institutoris

1891

 

Expositio in Psalmos, Editio nova, Monsterolii, Typis Carthusiae Sanctae Mariae de Pratis, p. VI, 671.

 

Primo volume della ristampa, presso la tipografia certosina, dei due Commenti teologici attribuiti a San Bruno. Viene qui riportato il commento ai Salmi, attività esegetica nella quale Bruno rifulse durante gli anni del suo magistero a Reims.

 

BRUNONIS, Carthusianorum

Institutoris

1892

 

Expositiones in omnes Epistolas Beati Pauli Apostoli, Editio nova, Monsterolii, Typis Carthusiae Sanctae Mariae de Pratis, p. VI, 494.

Il secondo commento attribuito a San Bruno, pubblicato nel secondo volume della ristampa delle sue opere, riguarda le Epistole di San Paolo. In Appendice è inserito il testo delle due Lettere composte da Bruno nell’eremo calabrese di Santa Maria della Torre.