La spiritualita' certosina (Giuseppe Gioia)Autori spirituali certosini
In trentasei capitoli, viene delineato l'ideale dell'Ordine certosino, ossia la ricerca di Dio nel silenzio e nella solitudine della cella. L'Autore considera la cella come un vero paradiso e, interpretando allegoricamente i quattro fiumi che sgorgano dal paradiso terrestre, spiega i quattro esercizi che devono occupare la vita del contemplativo certosino: la lettura, la meditazione, la preghiera e il lavoro manuale.
Testi di san Bruno, Guigo I e altri autori certosini, presentati con competenza da uno dei maggiori studiosi italiani di spiritualità.
Queste Meditazioni - pubblicate sotto l'anonimato (Un Chartreux) - rivelano una grande familiarità con la Scrittura; seguendo giorno per giorno lo svolgimento del ciclo liturgico, trattano gli aspetti più importanti della vita certosina alla luce del mistero di Cristo.
Il volume comprende il testo latino, con a fronte la traduzione francese, delle due Lettere di san Bruno; di nove Lettere di Guigo I e di due Lettere di sant'Antelmo. Insieme alle Lettere, di san Bruno viene dato anche il testo latino, con a fronte la traduzione francese, della sua Professione di fede. Tutti i testi sono preceduti da ampie e documentate introduzioni. In Appendice vengono pubblicati: a. il testo della Cronaca Magister (l'estratto relativo a san Bruno); b. il testo della lettera-pamphlet contro Rodolfo il Verde; c. una notizia su Folco di Beauvais. Nel 1988 è apparsa la seconda edizione, con alcune correzioni nella traduzione delle Lettere di san Bruno e con la traduzione francese delle due prime appendici.
Il volume comprende il testo delle due Lettere di san Bruno ed anche di tre di Guigo I; seguono cinque Lettere di tre certosini di Portes: Bernardo, Giovanni e Stefano. Chiude la raccolta la celebre Lettera sulla vita contemplativa di Guigo II.
Gli autori presenti in questa raccolta, occasionata dalla ricorrenza del nono centenario della fondazione dell'Ordine certosino, sono: san Bruno, Guigo I, Guigo II, Adam Scot, Guigo du Pont, Ugo de Balma, Margherita d'Oingt, Ludolfo di Sassonia, Niccolò Albergati, Domenico di Prussia, Dionigi il Certosino, Lanspergio, Lorenzo Surio, Antonio de Molina, Innocent Le Masson, Gabriele M. Fulconis, Louis M. Baudin, François Pollien, Giovanni Battista Simoni, Augustin Guillerand ed un anonimo certosino (che sappiamo essere Jean-Baptiste Porion). Della contemplazione, le pagine scelte illustrano il principio, le condizioni, i mezzi e il fine, costituito da un'intima unione d'amore con Dio e da una autentica comunione con i fratelli.
Il volume, nato come iniziativa editoriale dei padri certosini francesi per ricordare il nono centenario della fondazione della Gran Certosa, oltre alle Lettere di san Bruno e ad alcune pagine fondamentali di Guigo I comprende, fra tanti altri, un eccellente saggio sulla vocazione certosina ed uno sull'importanza della presenza dell'altro nella preghiera del monaco. Notevole anche l'articolo conclusivo di André Ravier.
Attuale testo legislativo dell'Ordine che, grazie alla presenza di numerosi passi fondamentali delle Lettere di san Bruno e delle Consuetudini di Guigo, costituisce una tra le più importanti fonti della spiritualità certosina.
Un monaco della Certosa di Serra San Bruno il quale – come si dice nell’intensa Introduzione – ha “una grazia particolare per ravvivare le anime dei suoi fratelli”, ha svolto le riflessioni presentate nel libro nel corso dell’anno del nono centenario della morte del santo. Sono meditazioni che aprono un penetrante spiraglio sulla spiritualità della Certosa, votata alla ricerca dell’Unico necessario e incentrata sulla solitudine, il silenzio, la preghiera e l’attesa di conoscere il volto di Dio. Essere certosini significa farsi “poveri di Cristo”, porsi alla sua sequela e consacrare interamente la propria esistenza al Signore sotto la guida dello Spirito Santo. Nell’appendice al volume è riportato il messaggio del Papa in occasione del nono centenario della morte di San Bruno.
Raccolta degli scritti di Dionigi aventi un particolare riferimento alla sua teologia mistica. Pubblicata per la prima volta dai certosini di Colonia nel 1534, la raccolta comprende il De meditatione, il De modo devote psallendi, il De contemplatione e il Contra instabilitatem cordis. In particolar modo il De contemplatione sottolinea che, per il certosino, attraverso l'esercizio dell'umiltà, dell'obbedienza e della mitezza, proprie della sua vita austera, si tratta di giungere ad una conoscenza amorosa di Dio ("contemplazione"), cioè ad un sapere plasmato dalla carità e arricchito di azioni virtuose.
Il Dottore estatico esalta la vita certosina per la sua capacità di equilibrio tra eremitismo e cenobitismo ed inoltre per l'importanza accordata all'obbedienza. In tale vita risulta centrale l'incessante presenza a Dio, poiché in Certosa tutto deve essere finalizzato ad un'intima unione d'amore con lui.
Il volume, arricchito da un'ampia introduzione dovuta alla competenza della Falchini, raccoglie per la prima volta in italiano tutte le Lettere delle prime generazioni di certosini: san Bruno (del quale viene anche riportato il Testamento spirituale), i priori di Chartreuse (Guigo I, sant'Antelmo, Basilio e Guigo II), i certosini di Portes (Bernardo, Giovanni e Stefano di Chalmet), i certosini di Meyriat (lettere a Pietro il Venerabile). In Appendice vengono date le Lettere inviate da Pietro il Venerabile a Guigo I, sant'Antelmo, Basilio ed ai certosini di Meyriat, ed anche quattro Lettere di san Bernardo (due indirizzate a Guigo I e due a Bernardo di Portes). Chiude il volume un'aggiornata bibliografia ed un Indice Biblico.
Prima edizione completa delle Meditazioni di Guigo I, considerate da Wilmart come l'opera forse più originale della prima metà del XII secolo. Redatti in un perfetto latino estremamente conciso e penetrante, questi pensieri intimi del quinto priore di Certosa lasciano intravedere una "logica dell'amore ordinato", concretamente testimoniata dalla presenza stessa del Cristo-Verità, Verbo di Dio incarnato.
Dopo quasi 50 anni dall'edizione curata da Dom André Wilmart, sulla base dei migliori manoscritti vengono nuovamente presentate da Un Certosino le Meditazioni di Guigo I. Il testo - accompagnato dalla traduzione francese - è preceduto da una ricca introduzione che fa emergere la forte originalità dell'autore e dell'opera.
Redatte tra il 1121 e l'inizio del 1128, le Consuetudini di Certosa furono ufficialmente adottate nel 1128 da diverse Case di certosini. Sono state pubblicate per la prima volta il 15 gennaio del 1510. Particolarmente interessante il capitolo dedicato a Marta e Maria e quello conclusivo, che si sofferma in un sobrio ma incisivo elogio della vita solitaria. L'opera non è che la veste legislativa del tipo di vita praticato da san Bruno e dalle prime generazioni di certosini e costituisce, ancora oggi, insieme alle Lettere del Fondatore, il nucleo fondamentale degli Statuti dell'Ordine. Da questo punto di vista risulta indispensabile per cogliere gli elementi essenziali della spiritualità certosina.
La Vita di sant'Ugo fu scritta da Guigo su richiesta del papa Innocenzo II che aveva canonizzato il vescovo di Grenoble durante il Concilio di Pisa nel 1134. Scritta negli ultimi anni di Guigo, l'opera si distingue da quelle agiografiche del tempo per la sobrietà e la precisione. Risulta utilissima per conoscere i momenti iniziali e le aspirazioni contemplative della fondazione certosina.
Già attribuita a sant'Agostino ed anche a san Bernardo, la Scala è stata definitivamente restituita a Guigo II, nono priore della Gran Certosa, da Dom André Wilmart nel 1924; la data di composizione del trattato può essere fissata intorno al 1150. Secondo il priore certosino i gradini fondamentali della Scala spirituale che unisce la terra col cielo sono i quattro seguenti: la "lettura", la "meditazione", la "preghiera" e la "contemplazione". Il processo ascensionale, però, non si arresta definitivamente col raggiungimento del quarto gradino, poiché per porre alla prova la fedeltà del contemplativo e per meglio stimolare il suo amore, Dio improvvisamente si "occulta".
Scritto probabilmente fra il 1285 e il 1297, il trattato intende condurre i principianti fino alla più alta contemplazione di Dio. Sebbene le numerose distinzioni e suddivisioni che caratterizzano l'opera ne rendano difficoltosa la lettura, in essa si può trovare una dottrina completa della vita spirituale.
Il primo volume comprende il breve ma importante scritto del 1942 sulla preghiera (Face à Dieu) e quella che viene considerata dal Ravier l'opera principale del Guillerand: Au seuil de l'abime de Dieu. Elévations sur l'évangile de saint Jean. Il secondo volume comprende: Sermons, Méditations, Liturgie d'ame, Extraits de lettres e infine Textes divers (trad. it. La preghiera. Dinanzi a Dio, Introduzione, traduzione e note di Giuseppe Gioia, coll. «Spiritualità-Maestri», seconda serie, 21, Cinisello Balsamo - Milano - 1991, Edizioni Paoline, p. 130; San Giovanni. Una lettura spirituale del quarto vangelo, Introduzione di Un Certosino, traduzione di C. Dadié e di Un Certosino, coll. «Spiritualità-Maestri», seconda serie, 24, Cinisello Balsamo - Milano - 1995, Edizioni San Paolo, p. 446). In questi scritti il Guillerand espone una penetrante visione della Vita Trinitaria come incessante "Dono-di-Sé". Dio non è solo l'Essere ma è anche ed essenzialmente Amore, infinita Bontà. Ne discende che occorre quotidianamente "donarsi come Dio si dona".
Interessante raccolta di testi sulla preghiera certosina, intesa non come un insieme di formule ma, secondo la più pura tradizione della Certosa, quale slancio esistenziale d'amore.
In questa nuova edizione, rispetto a quella del 1971 (Silence cartusien, édition revue et augmentée, Préface et introduction par André Ravier, coll. «Foi Vivante» 141, Paris, Desclée de Brouwer, p. 203), viene ripreso il testo della prima edizione del 1948, migliorandone solo le citazioni grazie ai documenti originali - consultati dal Ravier - conservati negli archivi della Gran Certosa. Anche in questi estratti di lettere emerge, in maniera chiara e profonda, l'importante prospettiva dell'Amore come "Dono-di-Sé", che ci fa entrare nel mondo infinitamente semplice di Dio. Il certosino ama il silenzio poiché brama ascoltare l'eterna Parola d'amore di Dio, disponendosi a divenirne umile e quieta dimora.
Rifacendosi allo Pseudo-Dionigi, Ugo - priore della Certosa di Meyriat dal 1289 al 1304 - dà inizialmente una sommaria descrizione delle tre vie della vita spirituale: purgativa, illuminativa e unitiva. Nel primo tomo, vengono analiticamente trattate la via purgativa e l'illuminativa. Particolarmente interessante risulta il commento al Pater Noster. Nel secondo tomo viene illustrata la via mistica, che è la parte più importante del trattato. Per giungere all'amore mistico il priore certosino propone alcune "industrie" e specialmente quella delle "aspirazioni", già raccomandata da Guigo I nelle Consuetudini.
Di particolare rilievo - nel volume quarto (1890) - la Pars tertia e la Pars quarta del Liber primus Alloquiorum Jesu Christi ad quamvis animam fidelem, pp. 331-379 (trad. ital. Giovanni di Landsberg, Una lettera di Gesù Cristo, Introduzione a cura della Certosa dello Spirito Santo, Farneta-Lucca, traduzione di Francesco Amoroso, Roma 1990, Città Nuova, p. 178). In ogni pagina Lanspergio si rivela un vero maestro di vita spirituale che dolcemente, anche se inesorabilmente e senza cedimenti, guida il lettore al progressivo rivestirsi di Gesù Cristo. Particolarmente luminosa risulta la prospettiva della circolarità dei doni divini.
Non essendo stati poi pubblicati il secondo e il terzo tomo di tali Annali, fu necessario cambiarne il titolo, che divenne: Disciplina Ordinis Cartusiensis. Importante scritto di carattere storico e giuridico nel quale vengono approfonditi anche la finalità e lo spirito dell'Ordine.
Pubblicata per la prima volta nel 1676, l'opera intende guidare i novizi iniziandoli alla tipica "discrezione" certosina. Al di là delle numerose indicazioni pratiche, Le Masson fa comprendere che si tratta di mettere l'amore al centro di tutte le azioni.
Pubblicata per la prima volta nel 1694, questa terza edizione - con Prefazione di Cyprien-Marie Boutrais - comprende anche Mois du Sacré-Coeur et des prières, citazioni di autori certosini vissuti tra il XIV e il XVII secolo, tra i quali Ludolfo di Sassonia, Domenico di Prussia, Dionigi il Certosino, Lanspergio e Jean-Michel de Vesly.
Agile esposizione dei temi spirituali già trattati dal Le Masson in Annales Ordinis Cartusiensis. Particolarmente interessante il primo capitolo, dedicato al tema della carità, e il terzo, che approfondisce il ruolo della solitudine nella vita certosina. Autorevole richiamo del rilievo teologico dell'esperienza contemplativa di san Bruno.
Viene ripresa la precedente opera Annales Ordinis Cartusiensis.
Importante raccolta di opuscoli spirituali del Ministro generale che si è tenacemente opposto tanto al "quietismo" quanto al "giansenismo".
Unendo l'esegesi all'insegnamento ascetico e dottrinale, Ludolfo presenta l'insieme della vita di Cristo dalla generazione eterna del Verbo fino alla ricapitolazione finale di tutte le cose nella sua gloria. Particolarmente incisive e permeate da un autentico atteggiamento contemplativo risultano le Preghiere poste a conclusione di ogni capitolo.
Il volume comprende tutti gli scritti della quarta priora di Poleteins: le Meditazioni cristologiche, i tre brevi capitoli "visionari" dello Specchio, la Vita di Beatrice e cinque Lettere. Slanciata con ammirevole equilibrio verso Dio e dotata di un'intelligenza penetrante, con i suoi testi Margherita fa comprendere l'universale chiamata a partecipare ad una grande storia d'amore, nell'eterna unione con Dio, infinita Bontà. Nel rivolgersi al Cristo, la priora certosina oltre che chiamarlo fratello e amico lo invoca anche come "madre".
Il volume comprende il testo latino, con a fronte la traduzione francese, di un gruppo di nove Lettere scritte da tre certosini di Portes: Bernardo, fondatore nel 1115 e primo priore di tale Certosa; Giovanni, morto probabilmente verso il 1161; Stefano, morto probabilmente verso il 1177. I testi dei tre certosini sono preceduti da un'ampia introduzione. La vita austera della Certosa viene colta nella sua fondamentale dimensione contemplativa.
Introdotto da una densa prefazione di Bruno Forte sui temi del silenzio e del deserto, il volume raccoglie materiali diversi nati nella Certosa di Serra San Bruno. Tra essi anche un’intervista “mancata” ad un monaco della Certosa e alcuni testi poetici di alta intonazione religiosa. Emergono, in particolare, il tema della paternità spirituale di San Bruno nei confronti dei suoi figli certosini e il motivo della totale consacrazione dei monaci a Dio nella solitudine orante del monastero.
Breve studio introduttivo sullo stile di vita della Certosa seguito da una piccola antologia di preghiere di certosini.
A partire dall'idea fondamentale di creazione, vengono analizzati in maniera organica i rapporti di dipendenza - e di amore - della creatura dal Creatore.
Vengono indicate le molteplici implicanze esistenziali dell'impegno cristiano.
L'autore affronta la tematica del valore della vita contemplativa nel Corpo mistico, senza trascurare un particolare riferimento all'Ordine certosino e alla sua caratteristica fusione di eremitismo e cenobitismo.
L'opera è apparsa, per la prima volta, solo nella traduzione italiana, nel 1934; costituisce un denso studio sull'Ave Maria. Vengono poste in risalto le virtù mariane, tanto esaltate dalla tradizione certosina.
Comparsa solo nella traduzione italiana, l'opera è stata stampata per la prima volta nel 1949, tredici anni dopo la morte dell'autore. La piena fioritura della vita umana si ha, secondo il Pollien, solo nell'unione con Dio per mezzo del Cristo.
Pagine che intendono offrirsi come un puro rispecchiamento della limpida ma impegnativa Verità del Vangelo.
Il volume comprende tre brevi opere: la prima, Parola di Dio e vita divina, e la seconda, Vocazione dei monaci e delle monache certosine, sono pubblicate per la prima volta in questa traduzione italiana; la terza, Sermoni capitolari, è stata già pubblicata in francese nel volume Amour et silence, nel 1951. Con umiltà e discrezione viene delineata la vita certosina nei suoi tratti essenziali.
Pagine che possono aiutare quanti sono alla ricerca di autentici sentieri di contemplazione.
Raccolta di scritti spirituali pubblicata in onore del quinto anniversario della morte del Porion, Procuratore generale dell'Ordine. Comprende Introduction à la vie intérieure, Sermons capitulaires e Le mystère de la Sainte Trinité et la vie surnaturelle.
L'opera, la cui prima edizione risale al 1924, espone le linee essenziali di una spiritualità sacerdotale. Un sacerdozio autenticamente vissuto esige una totale identificazione con Cristo; per giungere a questa piena unione viene indicata come pratica privilegiata una seria devozione al Cuore di Gesù.
G. 2. Principali studi su San Bruno e sulla spiritualita' certosina
Puntuale studio introduttivo sulla vita contemplativa certosina.
Studio analitico delle caratteristiche architettoniche delle Certose - dalle prime fondazioni a quella di Pavia - dal quale emergono anche i principali elementi spirituali della vita certosina. Il volume comprende 69 tavole illustrative e possiede un buon apparato bibliografico.
Articolata presentazione dell'Ordine certosino.
Viene delineato il rapporto tra lo spirito cateriniano e quello certosino.
Sintetica presentazione della figura e delle opere di Ludolfo di Sassonia.
Pregevole studio organico della prospettiva teologica della Vita Jesu Christi di Ludolfo di Sassonia.
Questo importante studio - il cui ambito di ricerca abbraccia il primo secolo della storia certosina: dal 1084 al 1190, anno di composizione del Liber de quadripertito exercitio cellae - dopo la presentazione delle fonti e un'articolata bibliografia, analizza le attività del solitario abitante della cella certosina, assumendo come testo base il trattato di Adam Scot.
Esame della vita dei primi certosini in rapporto al tema della povertà.
Preziosa raccolta degli antichi "atti" della Gran Certosa.
Viene posta in rilievo l'originalità del genere di vita dei certosini; interessante anche la Discussione, con interventi di J. Leclercq, J. Hubert, G. G. Meersseman e con le risposte del Bligny (pp. 264-270).
Rapida evocazione dell'esperienza bruniana.
Dense pagine sull'origine dell'esperienza certosina, presentate nell'ambito del Colloquio organizzato dall'Associazione per la celebrazione del nono centenario della fondazione della Gran Certosa (Grenoble, 12-15 settembre 1984).
Agile presentazione degli aspetti e delle fonti della spiritualità del nono priore di Certosa.
Presentazione della figura di Dom François Pollien e delle sue Elévations sur les mots de profession cartusienne, un testo rimasto ancor oggi inedito e che descrive, con rigore e precisione, la progressiva liberazione interiore ottenuta dal certosino attraverso la quotidiana fedeltà ai voti monastici.
La via dell'amore, tracciata e trasmessa da san Bruno. Viene in particolare posto in rilievo l'aspetto "gioioso" della vita certosina.
Penetrante approccio alla complessa problematica della spiritualità certosina. Basandosi sulle Lettere di san Bruno e sui testi centrali di Guigo I, Lanspergio, Le Masson, Guillerand (oltre che sugli Statuti), l'autore evidenzia come la solitudine del certosino non coincida con l'isolamento, né il suo silenzio con il vuoto e la morte, né infine la contemplazione con un raffinato egoismo spirituale. L'esodo, infatti, amplia gli orizzonti spirituali del contemplativo.
Rapidi cenni storici, con descrizione dello stile di vita delle certosine e presentazione di alcune figure più notevoli.
Fine, voti, tipologia e funzione della Certosa nella Chiesa.
Bella presentazione del ruolo di Maria, "Mater singularis Cartusianorum", in Certosa.
Limpida presentazione della figura di san Bruno, dello sviluppo dell'Ordine, dello spirito e funzione ecclesiale della vocazione certosina.
Eccellente Tesi per il Dottorato di Terzo Ciclo, presentata all'Università di Tours, sulla storia della Certosa di Colonia dal 1475 al 1624. Particolarmente interessante risulta il capitolo III della seconda parte ("Mistica per un tempo di prove"), dedicato essenzialmente a Lanspergio e al suo cristocentrismo.
Per ogni Casa dell'Ordine vengono indicati il luogo, la data di fondazione, i fondatori e i principali benefattori, gli avvenimenti più salienti e, infine, l'epoca della soppressione e lo stato attuale.
Questa edizione interamente rielaborata, nell'utilizzare i principali risultati degli ampi e documentati studi critici condotti da Dom Maurice Laporte, costituisce il più valido e aggiornato - anche se sintetico - profilo della storia della Gran Certosa e, implicitamente, dell'Ordine certosino. Particolarmente notevoli il primo e il quarto capitolo, rispettivamente dedicati alle due grandi figure dell'Ordine (san Bruno e Guigo I) e al mistero della vita certosina, presentata come vita solitaria, di intensa comunione fraterna, di ascesi, di contemplazione e, infine, quale cuore della Chiesa ed anche quale universale testimonianza della Realtà divina.
La ricerca di Dio in Certosa.
Particolarmente interessante il saggio della Davy, Les Chartreux et la mystique, pp. 119-134, dove i certosini, nell'ambito della mistica monastica occidentale, vengono presentati come "i figli del silenzio"; l'autrice richiama anche alcune fisionomie di certosini: Guigo I, Guigo II, Guigo du Pont; vengono ricordati inoltre Adam Scot, Bernardo di Portes, Ugo de Balma, Ludolfo di Sassonia e Dionigi.
Analisi e commento - condotti in collaborazione con J.M.De Smet - delle testimonianze sulla vita in Certosa durante il priorato di Guigo I.
Incisivo saggio sulla funzione della Certosa - rivalutata anche nel suo aspetto comunitario - nell'ambito della vita ecclesiale.
Presentazione della figura e dei temi spirituali di Dom Innocent Le Masson.
Mediante l'immagine della "scala", Guigo intende sintetizzare e presentare il cammino del credente verso l'incontro con il Verbo, con la Parola del Padre che tramite la Scrittura agisce e si rivela.
Con linguaggio adatto anche ai più giovani lettori, viene mostrato un san Bruno che è vissuto tra preghiera, insegnamento e studio, e che ha amato la solitudine quanto il prossimo, riuscendo a scoprire - nel deserto del suo ritiro contemplativo - non l'assenza degli uomini ma la presenza di Dio.
Sintetica presentazione di Guigo du Pont.
Viene studiata l'esperienza contemplativa del padre della Certosa, privilegiando come particolare pista di ricerca il tema della differenza tra la creatura e il Creatore. Tale tema trova il suo coerente sviluppo nell'ambito della logica dell'amore ordinato. Completano il volume tre Appendici, rispettivamente costituite da una breve notizia biografica, dai testi di san Bruno e da una nota bibliografica.
Agile studio sul fondamento teologico e sul valore della vita contemplativa certosina.
Illustrazione dell'accezione dinamica del "mondo" condannato da san Bruno. Solo Dio costituisce il Bene supremo ricercato dall'uomo: è questa la profonda lezione che il fondatore dei certosini consegna all'inquieta umanità contemporanea.
Presentazione dei temi centrali della prospettiva teologica del Guillerand. La vita divina come eterno e reciproco "Dono" implica il quotidiano impegno dell'uomo a donarsi come Dio si dona.
Ampia e documentata ricerca sulla Certosa, assunta come "segno" teologico. Apre il volume un approccio informativo sulla vita certosina, seguito da una rigorosa analisi delle due Lettere del Fondatore. Viene poi affrontato il problema della spiritualità certosina, individuata dall'autore quale "incessante ed equilibrata presenza contemplativa". Si ha infine un richiamo tematico dei principali autori spirituali della Certosa.
È il termine Bonitas ad esprimere più di ogni altro lo spirito della vita certosina; i figli di san Bruno sono, pertanto, chiamati ad essere degli autentici (anche se silenziosi) testimoni di Dio come infinità Bontà.
Guigo I è considerato un attento e fedele studioso dei Padri e della Sacra Scrittura.
Presentazione delle principali fonti classiche e patristiche del quinto priore di Certosa.
La vita del certosino è virtualmente dedicata alla Lectio divina. L'autore precisa come, perché e che cosa si legge in Certosa.
Articolata storia della presenza certosina in Spagna e individuazione dei principali elementi dello spirito della Certosa.
Ampia presentazione dell'Ordine certosino, del suo fondatore e della sua spiritualità; rilevante, anche, l'illustrazione del tema della verginità spirituale e l'esposizione del concetto di contemplazione secondo Dionigi il Certosino.
Presentazione della prospettiva spirituale di Guigo du Pont.
Agile biografia di san Bruno, scritta però secondo la tradizionale prospettiva opposizionistica.
Il valore della solitudine secondo i primi autori certosini.
Interrogando alcuni testimoni tra quelli che, alle origini, hanno lasciato delle tracce scritte del loro passaggio in Certosa - in particolar modo san Bruno, Guigo I e Adam Scot - lo studioso evidenzia come la solitudine certosina sia essenzialmente finalizzata alla pura contemplazione.
Lo stile di vita certosina secondo il quinto priore di Certosa.
Presentazione dei due temi maggiori delle Meditazioni: 1) l'ideale di bellezza e perfezione; 2) la via per raggiungere tale ideale.
Eccellente introduzione alla figura ed alla riflessione teologica di Guigo I.
Eccellente commento analitico delle Meditazioni di Guigo I.
Rapida illustrazione del carattere specifico dell'Ordine certosino; chiude il volumetto una breve nota sul rinnovamento post-conciliare.
Il solitario certosino non è da considerare un egoista che dimentica gli altri uomini; il certosino, consacrandosi alla pura vita contemplativa, si stabilisce nella solida dimora dell'amore, diretto a Dio e alla sua creatura. Il breve articolo completa validamente quello di Gaston Hocquard sulla solitudine certosina, pubblicato nel 1950 sulla stessa Rivista.
Problema dell'attribuzione della Expositio in Psalmos e della Expositio in omnes Epistolas Pauli; le due opere andrebbero attribuite ad autori diversi; in particolare vengono sollevate riserve sulla attribuzione a san Bruno della Expositio in omnes Epistolas Pauli.
Vengono presentate, con competenza e nei tratti essenziali, la vita, le opere e la fisionomia spirituale dell'acuto pensatore cristiano e del sobrio ma incisivo autore dell'originaria legislazione certosina.
Sobria presentazione di Guigo II, nono priore di Certosa ed autore della celebre Scala claustralium e di alcune Meditazioni.
Conferenze, redatte anonime ad uso interno, sul voto della conversione dei costumi, approfondito nella prospettiva di san Bruno, Guigo I, Dionigi il Certosino, Lanspergio, Le Masson e gli Statuti; né manca il richiamo di qualche luminoso esempio brillato oltre le mura della Certosa (Elisabetta della Trinità).
Nei dieci fascicoli di conferenze preparate (anonime, ad uso interno) per i novizi, Dom Maurice Laporte riprende e sviluppa organicamente le ampie ricerche condotte in Aux sources de la vie cartusienne, assegnando un posto privilegiato al tema della solitudine, che infatti viene considerata come il principale e caratteristico elemento della vita monastica della Certosa. Di particolare rilievo i capitoli dedicati alla natura, importanza e ruolo della solitudine nella vita interiore ed ai caratteri propri dell'eremitismo certosino; come pure quelli interessati all'approfondimento dell'esperienza contemplativa di san Bruno e di Guigo I, e ad analizzare la posizione degli attuali Statuti rispetto al tema della solitudine. Fondamentali anche le conferenze sulla purezza del cuore, la verginità spirituale e la quies, che viene presentata come la dimensione essenziale della vocazione certosina.
Viene manifestata una forte riserva nei confronti della stessa possibilità di una "spiritualità" certosina.
Breve ma denso saggio sul contributo che la testimonianza propria della spiritualità certosina può offrire allo sviluppo di una nuova forma di umanesimo.
Puntuale presentazione dell'Ordine certosino.
Viene illustrato il ruolo che l'Ordine certosino ha svolto nel passaggio tra Medio Evo e Rinascimento. In particolare, l'autore richiama l'attenzione sul contributo positivo che quest'Ordine ha arrecato alla Chiesa e alla società civile in un momento di forte travaglio, soprattutto nelle istituzioni, e grazie proprio alla continuità con la sua conformazione delle origini.
Spingendosi oltre la semplice analisi esteriore dell'impianto architettonico di una Certosa, l'autore coglie le ragioni della stretta connessione tra "regola" ed "architettura".
La relazione illustra la personalità e l'incidenza che il Maconi ha avuto nella storia dell'Ordine certosino.
Prima di tracciare la storia della Certosa di Farneta e di evocare il tragico eccidio avvenuto nel 1944, l'autore presenta brevemente la spiritualità e la storia dell'Ordine.
Il processo di rinnovamento nell'Ordine si svolge all'insegna di una grande fedeltà alle proprie tradizioni spirituali, in linea con un radicato atteggiamento che nei suoi lunghi secoli di storia si è rivelato apportatore di buoni frutti, sottraendo la famiglia certosina all'oscillare delle mode dei tempi.
L'autore si impegna ad illustrare la vocazione certosina, consapevole che la conoscenza di tale vita può essere occasione per riscoprire la dimensione contemplativa insita in ogni esistenza cristiana.
Illustrazione del fine specifico e di quello generale del certosino. Viene anche descritta la vita quotidiana praticata in Certosa e l'importanza sia della fusione tra l'aspetto eremitico e quello cenobitico, sia della presenza dei fratelli conversi.
Vengono presentate la storia e la spiritualità dell'Ordine certosino.
Densa lettura spirituale della vicenda terrena di San Bruno, alla quale è aggiunta una riflessione sull’attualità del carisma certosino con puntuali osservazioni sul significato della quiete e del deserto.
Lo studioso pone in risalto la straordinaria carica di sensibilità affettiva ed anche d'intelligenza speculativa della quarta priora di Poleteins.
Saggio su un certosino "speciale"; particolarmente utile il secondo capitolo, pp. 77- 120, dedicato ai tratti generali e alle fonti della spiritualità di Le Masson.
L'autore concentra la sua riflessione sull'idea della libertà secondo Guigo I.
Cogliendo l'occasione della ricorrenza centenaria della fondazione dell'Ordine, l'articolo presenta i testi del Vaticano II sulla vita contemplativa in generale; si sofferma poi sui recenti documenti del Magistero pontificio concernenti la vita certosina, nei quali traspare l'alta stima dei papi per i figli di san Bruno; conclude con un breve cenno sullo spirito pasquale e sponsale che ha sempre animato la Certosa.
Ampio e documentato studio sulla teologia e sulla vita certosina secondo gli scritti di Guigo I; un breve capitolo - pp. 21-38 - è dedicato anche agli scritti di san Bruno; chiude il volume un'articolata bibliografia.
È la solitudine ad unificare le varie tematiche del De quadripertito exercitio cellae, un testo che si pone come una delle testimonianze più significative della vita e della spiritualità dei primi certosini. Saggio fondamentale per conoscere la prospettiva mistica di Adam Scot.
Testo critico latino della Vita Sancti Antelmi - con a fronte la traduzione francese - accompagnato da un'ampia introduzione, da Appendici e da una articolata bibliografia.
Breve studio della liturgia certosina, considerata fonte di spiritualità.
Breve introduzione alla prospettiva dell'amore ordinato delineata da GUIGO I. I nella "Grande Meditazione Finale" (Meditazioni 464-476).
Autorevole "lectio divina" della Parola di Dio attraverso la puntuale ed originale meditazione delle due Lettere di san Bruno.
L'articolo - già apparso in Théologie de la vie monastique, Paris 1961, Aubier, pp. 485-501, e nuovamente pubblicato in onore del venticinquesimo anniversario dell'elezione dell'autore a guida dell'Ordine dei certosini - è una breve ma incisiva presentazione della dottrina monastica secondo le Consuetudini di Guigo I.
Studio oggettivo della Cronaca Magister, pubblicato sotto l'anonimato Un Cartujo. L'ipotesi del Bligny (Saint Bruno, le premier chartreux, 1984) sulla nascita del fondatore della Certosa non è sostenibile.
Nel capitolo XIV, l'autore si sofferma sulla "scuola certosina", considerata come una grande scuola di mistica pratica, evocando in particolare san Bruno, Guigo I, Ludolfo di Sassonia, Dionigi il Certosino, Lanspergio e Surio: pp. 481-495.
Sintetica presentazione della figura e della prospettiva teologica di un autentico maestro spirituale.
Studio sulla solitudine, il silenzio e l'amore secondo san Bruno, Guigo I e la tradizione spirituale certosina. L'autore risponde anche alle accuse di angelismo, di mitizzazione della solitudine e di spiritualità disimpegnata, rivolte alla vita certosina.
Il volume, la cui prima edizione risale al 1965, costituisce una introduzione sistematica al pensiero teologico del Guillerand, del quale vengono scelti e commentati i testi più significativi. Preziosa anche la presentazione analitica del quadro della vicenda esistenziale di questo contemplativo del nostro tempo.
Sintetico ma aggiornato profilo biografico di san Bruno; breve illustrazione degli aspetti e dei momenti più significativi dell'esistenza certosina.
La dimensione contemplativa certosina viene considerata alla luce dell'azione dello Spirito Santo e dell'eterno contemplativo che è Gesù Cristo stesso.
Analisi della cristologia e della "teologia negativa" del quinto priore di Certosa.
Presentazione della figura e dei temi spirituali di Lanspergio.
Bella presentazione della fisionomia spirituale dell'Ordine certosino, accompagnata da un'ampia illustrazione fotografica a cura di Pierre Wals.
Presentazione della figura e della prospettiva teologica di Dionigi il Certosino.
Studio interessato al problema dell'attribuzione della Expositio in Psalmos e della Expositio in omnes Epistolas Pauli, a san Bruno. A differenza delle tesi proposte da Arthur Landgraf, lo studioso ritiene che entrambe le opere vadano attribuite allo stesso autore.
Il volume evidenzia come l'Ordine certosino, pur essendo antico, non sia per nulla vecchio. Proprio l'intento dell'autore (che si cela dietro l'anonimato: Un Certosino) di giustificare tale convinzione conferisce attualità a questo studio.
Interessante comunicazione, presentata nella seduta del 25 marzo 1972, che pone in rilievo l'organicità della prospettiva cristologica delle Meditazioni di Guigo I: il Cristo-Verità è il maestro della pace e della gioia, ottenute attraverso un amore totalmente disinteressato verso Dio e che implica anche un concreto atteggiamento di carità verso il prossimo.
Attribuzione degli scritti di Guigo I e Guigo II.
Indicazione di una nuova, fondamentale, Lettera di Guigo I.
Presentazione, seguita dal testo latino, della Lettera ad un amico sulla vita contemplativa di Guigo I.
Prima edizione critica della Lettera a Rodolfo il Verde di san Bruno. |