La spiritualita' certosina (Giuseppe Gioia)Autori spirituali certosini
In trentasei capitoli, viene delineato l'ideale dell'Ordine certosino, ossia la ricerca di Dio nel silenzio e nella solitudine della cella. L'Autore considera la cella come un vero paradiso e, interpretando allegoricamente i quattro fiumi che sgorgano dal paradiso terrestre, spiega i quattro esercizi che devono occupare la vita del contemplativo certosino: la lettura, la meditazione, la preghiera e il lavoro manuale.
Testi di san Bruno, Guigo I e altri autori certosini, presentati con competenza da uno dei maggiori studiosi italiani di spiritualità.
Queste Meditazioni - pubblicate sotto l'anonimato (Un Chartreux) - rivelano una grande familiarità con la Scrittura; seguendo giorno per giorno lo svolgimento del ciclo liturgico, trattano gli aspetti più importanti della vita certosina alla luce del mistero di Cristo.
Il volume comprende il testo latino, con a fronte la traduzione francese, delle due Lettere di san Bruno; di nove Lettere di Guigo I e di due Lettere di sant'Antelmo. Insieme alle Lettere, di san Bruno viene dato anche il testo latino, con a fronte la traduzione francese, della sua Professione di fede. Tutti i testi sono preceduti da ampie e documentate introduzioni. In Appendice vengono pubblicati: a. il testo della Cronaca Magister (l'estratto relativo a san Bruno); b. il testo della lettera-pamphlet contro Rodolfo il Verde; c. una notizia su Folco di Beauvais. Nel 1988 è apparsa la seconda edizione, con alcune correzioni nella traduzione delle Lettere di san Bruno e con la traduzione francese delle due prime appendici.
Il volume comprende il testo delle due Lettere di san Bruno ed anche di tre di Guigo I; seguono cinque Lettere di tre certosini di Portes: Bernardo, Giovanni e Stefano. Chiude la raccolta la celebre Lettera sulla vita contemplativa di Guigo II.
Gli autori presenti in questa raccolta, occasionata dalla ricorrenza del nono centenario della fondazione dell'Ordine certosino, sono: san Bruno, Guigo I, Guigo II, Adam Scot, Guigo du Pont, Ugo de Balma, Margherita d'Oingt, Ludolfo di Sassonia, Niccolò Albergati, Domenico di Prussia, Dionigi il Certosino, Lanspergio, Lorenzo Surio, Antonio de Molina, Innocent Le Masson, Gabriele M. Fulconis, Louis M. Baudin, François Pollien, Giovanni Battista Simoni, Augustin Guillerand ed un anonimo certosino (che sappiamo essere Jean-Baptiste Porion). Della contemplazione, le pagine scelte illustrano il principio, le condizioni, i mezzi e il fine, costituito da un'intima unione d'amore con Dio e da una autentica comunione con i fratelli.
Il volume, nato come iniziativa editoriale dei padri certosini francesi per ricordare il nono centenario della fondazione della Gran Certosa, oltre alle Lettere di san Bruno e ad alcune pagine fondamentali di Guigo I comprende, fra tanti altri, un eccellente saggio sulla vocazione certosina ed uno sull'importanza della presenza dell'altro nella preghiera del monaco. Notevole anche l'articolo conclusivo di André Ravier.
Attuale testo legislativo dell'Ordine che, grazie alla presenza di numerosi passi fondamentali delle Lettere di san Bruno e delle Consuetudini di Guigo, costituisce una tra le più importanti fonti della spiritualità certosina.
Un monaco della Certosa di Serra San Bruno il quale – come si dice nell’intensa Introduzione – ha “una grazia particolare per ravvivare le anime dei suoi fratelli”, ha svolto le riflessioni presentate nel libro nel corso dell’anno del nono centenario della morte del santo. Sono meditazioni che aprono un penetrante spiraglio sulla spiritualità della Certosa, votata alla ricerca dell’Unico necessario e incentrata sulla solitudine, il silenzio, la preghiera e l’attesa di conoscere il volto di Dio. Essere certosini significa farsi “poveri di Cristo”, porsi alla sua sequela e consacrare interamente la propria esistenza al Signore sotto la guida dello Spirito Santo. Nell’appendice al volume è riportato il messaggio del Papa in occasione del nono centenario della morte di San Bruno.
Raccolta degli scritti di Dionigi aventi un particolare riferimento alla sua teologia mistica. Pubblicata per la prima volta dai certosini di Colonia nel 1534, la raccolta comprende il De meditatione, il De modo devote psallendi, il De contemplatione e il Contra instabilitatem cordis. In particolar modo il De contemplatione sottolinea che, per il certosino, attraverso l'esercizio dell'umiltà, dell'obbedienza e della mitezza, proprie della sua vita austera, si tratta di giungere ad una conoscenza amorosa di Dio ("contemplazione"), cioè ad un sapere plasmato dalla carità e arricchito di azioni virtuose.
Il Dottore estatico esalta la vita certosina per la sua capacità di equilibrio tra eremitismo e cenobitismo ed inoltre per l'importanza accordata all'obbedienza. In tale vita risulta centrale l'incessante presenza a Dio, poiché in Certosa tutto deve essere finalizzato ad un'intima unione d'amore con lui.
Il volume, arricchito da un'ampia introduzione dovuta alla competenza della Falchini, raccoglie per la prima volta in italiano tutte le Lettere delle prime generazioni di certosini: san Bruno (del quale viene anche riportato il Testamento spirituale), i priori di Chartreuse (Guigo I, sant'Antelmo, Basilio e Guigo II), i certosini di Portes (Bernardo, Giovanni e Stefano di Chalmet), i certosini di Meyriat (lettere a Pietro il Venerabile). In Appendice vengono date le Lettere inviate da Pietro il Venerabile a Guigo I, sant'Antelmo, Basilio ed ai certosini di Meyriat, ed anche quattro Lettere di san Bernardo (due indirizzate a Guigo I e due a Bernardo di Portes). Chiude il volume un'aggiornata bibliografia ed un Indice Biblico.
Prima edizione completa delle Meditazioni di Guigo I, considerate da Wilmart come l'opera forse più originale della prima metà del XII secolo. Redatti in un perfetto latino estremamente conciso e penetrante, questi pensieri intimi del quinto priore di Certosa lasciano intravedere una "logica dell'amore ordinato", concretamente testimoniata dalla presenza stessa del Cristo-Verità, Verbo di Dio incarnato.
Dopo quasi 50 anni dall'edizione curata da Dom André Wilmart, sulla base dei migliori manoscritti vengono nuovamente presentate da Un Certosino le Meditazioni di Guigo I. Il testo - accompagnato dalla traduzione francese - è preceduto da una ricca introduzione che fa emergere la forte originalità dell'autore e dell'opera.
Redatte tra il 1121 e l'inizio del 1128, le Consuetudini di Certosa furono ufficialmente adottate nel 1128 da diverse Case di certosini. Sono state pubblicate per la prima volta il 15 gennaio del 1510. Particolarmente interessante il capitolo dedicato a Marta e Maria e quello conclusivo, che si sofferma in un sobrio ma incisivo elogio della vita solitaria. L'opera non è che la veste legislativa del tipo di vita praticato da san Bruno e dalle prime generazioni di certosini e costituisce, ancora oggi, insieme alle Lettere del Fondatore, il nucleo fondamentale degli Statuti dell'Ordine. Da questo punto di vista risulta indispensabile per cogliere gli elementi essenziali della spiritualità certosina.
La Vita di sant'Ugo fu scritta da Guigo su richiesta del papa Innocenzo II che aveva canonizzato il vescovo di Grenoble durante il Concilio di Pisa nel 1134. Scritta negli ultimi anni di Guigo, l'opera si distingue da quelle agiografiche del tempo per la sobrietà e la precisione. Risulta utilissima per conoscere i momenti iniziali e le aspirazioni contemplative della fondazione certosina.
Già attribuita a sant'Agostino ed anche a san Bernardo, la Scala è stata definitivamente restituita a Guigo II, nono priore della Gran Certosa, da Dom André Wilmart nel 1924; la data di composizione del trattato può essere fissata intorno al 1150. Secondo il priore certosino i gradini fondamentali della Scala spirituale che unisce la terra col cielo sono i quattro seguenti: la "lettura", la "meditazione", la "preghiera" e la "contemplazione". Il processo ascensionale, però, non si arresta definitivamente col raggiungimento del quarto gradino, poiché per porre alla prova la fedeltà del contemplativo e per meglio stimolare il suo amore, Dio improvvisamente si "occulta".
Scritto probabilmente fra il 1285 e il 1297, il trattato intende condurre i principianti fino alla più alta contemplazione di Dio. Sebbene le numerose distinzioni e suddivisioni che caratterizzano l'opera ne rendano difficoltosa la lettura, in essa si può trovare una dottrina completa della vita spirituale.
Il primo volume comprende il breve ma importante scritto del 1942 sulla preghiera (Face à Dieu) e quella che viene considerata dal Ravier l'opera principale del Guillerand: Au seuil de l'abime de Dieu. Elévations sur l'évangile de saint Jean. Il secondo volume comprende: Sermons, Méditations, Liturgie d'ame, Extraits de lettres e infine Textes divers (trad. it. La preghiera. Dinanzi a Dio, Introduzione, traduzione e note di Giuseppe Gioia, coll. «Spiritualità-Maestri», seconda serie, 21, Cinisello Balsamo - Milano - 1991, Edizioni Paoline, p. 130; San Giovanni. Una lettura spirituale del quarto vangelo, Introduzione di Un Certosino, traduzione di C. Dadié e di Un Certosino, coll. «Spiritualità-Maestri», seconda serie, 24, Cinisello Balsamo - Milano - 1995, Edizioni San Paolo, p. 446). In questi scritti il Guillerand espone una penetrante visione della Vita Trinitaria come incessante "Dono-di-Sé". Dio non è solo l'Essere ma è anche ed essenzialmente Amore, infinita Bontà. Ne discende che occorre quotidianamente "donarsi come Dio si dona".
Interessante raccolta di testi sulla preghiera certosina, intesa non come un insieme di formule ma, secondo la più pura tradizione della Certosa, quale slancio esistenziale d'amore.
In questa nuova edizione, rispetto a quella del 1971 (Silence cartusien, édition revue et augmentée, Préface et introduction par André Ravier, coll. «Foi Vivante» 141, Paris, Desclée de Brouwer, p. 203), viene ripreso il testo della prima edizione del 1948, migliorandone solo le citazioni grazie ai documenti originali - consultati dal Ravier - conservati negli archivi della Gran Certosa. Anche in questi estratti di lettere emerge, in maniera chiara e profonda, l'importante prospettiva dell'Amore come "Dono-di-Sé", che ci fa entrare nel mondo infinitamente semplice di Dio. Il certosino ama il silenzio poiché brama ascoltare l'eterna Parola d'amore di Dio, disponendosi a divenirne umile e quieta dimora.
Rifacendosi allo Pseudo-Dionigi, Ugo - priore della Certosa di Meyriat dal 1289 al 1304 - dà inizialmente una sommaria descrizione delle tre vie della vita spirituale: purgativa, illuminativa e unitiva. Nel primo tomo, vengono analiticamente trattate la via purgativa e l'illuminativa. Particolarmente interessante risulta il commento al Pater Noster. Nel secondo tomo viene illustrata la via mistica, che è la parte più importante del trattato. Per giungere all'amore mistico il priore certosino propone alcune "industrie" e specialmente quella delle "aspirazioni", già raccomandata da Guigo I nelle Consuetudini.
Di particolare rilievo - nel volume quarto (1890) - la Pars tertia e la Pars quarta del Liber primus Alloquiorum Jesu Christi ad quamvis animam fidelem, pp. 331-379 (trad. ital. Giovanni di Landsberg, Una lettera di Gesù Cristo, Introduzione a cura della Certosa dello Spirito Santo, Farneta-Lucca, traduzione di Francesco Amoroso, Roma 1990, Città Nuova, p. 178). In ogni pagina Lanspergio si rivela un vero maestro di vita spirituale che dolcemente, anche se inesorabilmente e senza cedimenti, guida il lettore al progressivo rivestirsi di Gesù Cristo. Particolarmente luminosa risulta la prospettiva della circolarità dei doni divini.
Non essendo stati poi pubblicati il secondo e il terzo tomo di tali Annali, fu necessario cambiarne il titolo, che divenne: Disciplina Ordinis Cartusiensis. Importante scritto di carattere storico e giuridico nel quale vengono approfonditi anche la finalità e lo spirito dell'Ordine.
Pubblicata per la prima volta nel 1676, l'opera intende guidare i novizi iniziandoli alla tipica "discrezione" certosina. Al di là delle numerose indicazioni pratiche, Le Masson fa comprendere che si tratta di mettere l'amore al centro di tutte le azioni.
Pubblicata per la prima volta nel 1694, questa terza edizione - con Prefazione di Cyprien-Marie Boutrais - comprende anche Mois du Sacré-Coeur et des prières, citazioni di autori certosini vissuti tra il XIV e il XVII secolo, tra i quali Ludolfo di Sassonia, Domenico di Prussia, Dionigi il Certosino, Lanspergio e Jean-Michel de Vesly.
Agile esposizione dei temi spirituali già trattati dal Le Masson in Annales Ordinis Cartusiensis. Particolarmente interessante il primo capitolo, dedicato al tema della carità, e il terzo, che approfondisce il ruolo della solitudine nella vita certosina. Autorevole richiamo del rilievo teologico dell'esperienza contemplativa di san Bruno.
Viene ripresa la precedente opera Annales Ordinis Cartusiensis.
Importante raccolta di opuscoli spirituali del Ministro generale che si è tenacemente opposto tanto al "quietismo" quanto al "giansenismo".
Unendo l'esegesi all'insegnamento ascetico e dottrinale, Ludolfo presenta l'insieme della vita di Cristo dalla generazione eterna del Verbo fino alla ricapitolazione finale di tutte le cose nella sua gloria. Particolarmente incisive e permeate da un autentico atteggiamento contemplativo risultano le Preghiere poste a conclusione di ogni capitolo.
Il volume comprende tutti gli scritti della quarta priora di Poleteins: le Meditazioni cristologiche, i tre brevi capitoli "visionari" dello Specchio, la Vita di Beatrice e cinque Lettere. Slanciata con ammirevole equilibrio verso Dio e dotata di un'intelligenza penetrante, con i suoi testi Margherita fa comprendere l'universale chiamata a partecipare ad una grande storia d'amore, nell'eterna unione con Dio, infinita Bontà. Nel rivolgersi al Cristo, la priora certosina oltre che chiamarlo fratello e amico lo invoca anche come "madre".
Il volume comprende il testo latino, con a fronte la traduzione francese, di un gruppo di nove Lettere scritte da tre certosini di Portes: Bernardo, fondatore nel 1115 e primo priore di tale Certosa; Giovanni, morto probabilmente verso il 1161; Stefano, morto probabilmente verso il 1177. I testi dei tre certosini sono preceduti da un'ampia introduzione. La vita austera della Certosa viene colta nella sua fondamentale dimensione contemplativa.
Introdotto da una densa prefazione di Bruno Forte sui temi del silenzio e del deserto, il volume raccoglie materiali diversi nati nella Certosa di Serra San Bruno. Tra essi anche un’intervista “mancata” ad un monaco della Certosa e alcuni testi poetici di alta intonazione religiosa. Emergono, in particolare, il tema della paternità spirituale di San Bruno nei confronti dei suoi figli certosini e il motivo della totale consacrazione dei monaci a Dio nella solitudine orante del monastero.
Breve studio introduttivo sullo stile di vita della Certosa seguito da una piccola antologia di preghiere di certosini.
A partire dall'idea fondamentale di creazione, vengono analizzati in maniera organica i rapporti di dipendenza - e di amore - della creatura dal Creatore.
Vengono indicate le molteplici implicanze esistenziali dell'impegno cristiano.
L'autore affronta la tematica del valore della vita contemplativa nel Corpo mistico, senza trascurare un particolare riferimento all'Ordine certosino e alla sua caratteristica fusione di eremitismo e cenobitismo.
L'opera è apparsa, per la prima volta, solo nella traduzione italiana, nel 1934; costituisce un denso studio sull'Ave Maria. Vengono poste in risalto le virtù mariane, tanto esaltate dalla tradizione certosina.
Comparsa solo nella traduzione italiana, l'opera è stata stampata per la prima volta nel 1949, tredici anni dopo la morte dell'autore. La piena fioritura della vita umana si ha, secondo il Pollien, solo nell'unione con Dio per mezzo del Cristo.
Pagine che intendono offrirsi come un puro rispecchiamento della limpida ma impegnativa Verità del Vangelo.
Il volume comprende tre brevi opere: la prima, Parola di Dio e vita divina, e la seconda, Vocazione dei monaci e delle monache certosine, sono pubblicate per la prima volta in questa traduzione italiana; la terza, Sermoni capitolari, è stata già pubblicata in francese nel volume Amour et silence, nel 1951. Con umiltà e discrezione viene delineata la vita certosina nei suoi tratti essenziali.
Pagine che possono aiutare quanti sono alla ricerca di autentici sentieri di contemplazione.
Raccolta di scritti spirituali pubblicata in onore del quinto anniversario della morte del Porion, Procuratore generale dell'Ordine. Comprende Introduction à la vie intérieure, Sermons capitulaires e Le mystère de la Sainte Trinité et la vie surnaturelle.
L'opera, la cui prima edizione risale al 1924, espone le linee essenziali di una spiritualità sacerdotale. Un sacerdozio autenticamente vissuto esige una totale identificazione con Cristo; per giungere a questa piena unione viene indicata come pratica privilegiata una seria devozione al Cuore di Gesù.
G. 2. Principali studi su San Bruno e sulla spiritualita' certosina
Puntuale studio introduttivo sulla vita contemplativa certosina.
Studio analitico delle caratteristiche architettoniche delle Certose - dalle prime fondazioni a quella di Pavia - dal quale emergono anche i principali elementi spirituali della vita certosina. Il volume comprende 69 tavole illustrative e possiede un buon apparato bibliografico.
Articolata presentazione dell'Ordine certosino.
Viene delineato il rapporto tra lo spirito cateriniano e quello certosino.
Sintetica presentazione della figura e delle opere di Ludolfo di Sassonia.
Pregevole studio organico della prospettiva teologica della Vita Jesu Christi di Ludolfo di Sassonia.
Questo importante studio - il cui ambito di ricerca abbraccia il primo secolo della storia certosina: dal 1084 al 1190, anno di composizione del Liber de quadripertito exercitio cellae - dopo la presentazione delle fonti e un'articolata bibliografia, analizza le attività del solitario abitante della cella certosina, assumendo come testo base il trattato di Adam Scot.
Esame della vita dei primi certosini in rapporto al tema della povertà.
Preziosa raccolta degli antichi "atti" della Gran Certosa.
Viene posta in rilievo l'originalità del genere di vita dei certosini; interessante anche la Discussione, con interventi di J. Leclercq, J. Hubert, G. G. Meersseman e con le risposte del Bligny (pp. 264-270).
Rapida evocazione dell'esperienza bruniana.
Dense pagine sull'origine dell'esperienza certosina, presentate nell'ambito del Colloquio organizzato dall'Associazione per la celebrazione del nono centenario della fondazione della Gran Certosa (Grenoble, 12-15 settembre 1984).
Agile presentazione degli aspetti e delle fonti della spiritualità del nono priore di Certosa.
Presentazione della figura di Dom François Pollien e delle sue Elévations sur les mots de profession cartusienne, un testo rimasto ancor oggi inedito e che descrive, con rigore e precisione, la progressiva liberazione interiore ottenuta dal certosino attraverso la quotidiana fedeltà ai voti monastici.
La via dell'amore, tracciata e trasmessa da san Bruno. Viene in particolare posto in rilievo l'aspetto "gioioso" della vita certosina.
Penetrante approccio alla complessa problematica della spiritualità certosina. Basandosi sulle Lettere di san Bruno e sui testi centrali di Guigo I, Lanspergio, Le Masson, Guillerand (oltre che sugli Statuti), l'autore evidenzia come la solitudine del certosino non coincida con l'isolamento, né il suo silenzio con il vuoto e la morte, né infine la contemplazione con un raffinato egoismo spirituale. L'esodo, infatti, amplia gli orizzonti spirituali del contemplativo.
Rapidi cenni storici, con descrizione dello stile di vita delle certosine e presentazione di alcune figure più notevoli.
Fine, voti, tipologia e funzione della Certosa nella Chiesa.
Bella presentazione del ruolo di Maria, "Mater singularis Cartusianorum", in Certosa.
Limpida presentazione della figura di san Bruno, dello sviluppo dell'Ordine, dello spirito e funzione ecclesiale della vocazione certosina.
Eccellente Tesi per il Dottorato di Terzo Ciclo, presentata all'Università di Tours, sulla storia della Certosa di Colonia dal 1475 al 1624. Particolarmente interessante risulta il capitolo III della seconda parte ("Mistica per un tempo di prove"), dedicato essenzialmente a Lanspergio e al suo cristocentrismo.
Per ogni Casa dell'Ordine vengono indicati il luogo, la data di fondazione, i fondatori e i principali benefattori, gli avvenimenti più salienti e, infine, l'epoca della soppressione e lo stato attuale.
Questa edizione interamente rielaborata, nell'utilizzare i principali risultati degli ampi e documentati studi critici condotti da Dom Maurice Laporte, costituisce il più valido e aggiornato - anche se sintetico - profilo della storia della Gran Certosa e, implicitamente, dell'Ordine certosino. Particolarmente notevoli il primo e il quarto capitolo, rispettivamente dedicati alle due grandi figure dell'Ordine (san Bruno e Guigo I) e al mistero della vita certosina, presentata come vita solitaria, di intensa comunione fraterna, di ascesi, di contemplazione e, infine, quale cuore della Chiesa ed anche quale universale testimonianza della Realtà divina.
La ricerca di Dio in Certosa.
Particolarmente interessante il saggio della Davy, Les Chartreux et la mystique, pp. 119-134, dove i certosini, nell'ambito della mistica monastica occidentale, vengono presentati come "i figli del silenzio"; l'autrice richiama anche alcune fisionomie di certosini: Guigo I, Guigo II, Guigo du Pont; vengono ricordati inoltre Adam Scot, Bernardo di Portes, Ugo de Balma, Ludolfo di Sassonia e Dionigi.
Analisi e commento - condotti in collaborazione con J.M.De Smet - delle testimonianze sulla vita in Certosa durante il priorato di Guigo I.
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